Fine Pena Mai

per raccontare quello che non è stato ascoltato.

Letture/Riflessioni & C.

Considerazioni personali:

L’ergastolo è paragonabile alla pena di morte a differenza che un condannato alla pena di morte sà quando arriverà la fine, un ergastolano una fine non l’avrà mai e quando arriverà non potrà neanche consumare l’ultimo pasto o avere l’ultima confessione o salutare i propri cari.
Perchè le varie associazioni, tranne Pantagruel, non combattono per l’abolizione dell’ergastolo, eppure anche un ergastolano è un “Caino”.
Solo in Italia vige la pena dell’ergastolo, eppure è uno Stato Europeo, in Europa non esiste in nessuno Stato la pena dell’ergastolo intesa come “fine pena mai”.
Mi domando, visto che il codice penale è stato approvato il 19 ottobre 1930 dal re Vittorio Emanuele III con firma di Mussolini e guardiasigilli Rocco, siamo rimasti sempre fino ad oggi sotto il potere fascista?
La Repubblica e le varie correnti politiche sono state solo una maschera?

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Di seguito sono riportate alcune poesie, racconti e pensieri di un autore che sto leggendo in questi giorni.

L’autore è Swami Roberto si possono trovare informazioni su di lui sul sito: www.animauniversale.it  

 

Rivestiti di Vita (Swami Roberto)

Essere buoni
non significa essere stupidi.
Essere umili
non significa essere deboli.
Il vero coraggio
sta nell’essere coerenti
con se stessi
e nel non vergognarsi mai
di ciò che si è
e di ciò che si pensa.
Mai dire mai,
difendi la tua idea
per non essere
un atomo senza volontà.
Coraggio,
non lasciarti imbrogliare
da chi ha già deciso
il tuo futuro.
Dai un taglio alla sorte
riscopri la bellezza
della tua originalità.
Non confonderti con quelli
che hanno scelto la noia,
ma rivestiti di vita perché
è un lusso troppo facile
il sentirsi inutili.

 

L’ingiustizia della “giustizia”

Ci sono tanti motivi per i quali è assolutamente necessario che vi schierate contro la pena di morte ed oggi voglio parlarvi di qualcuno fra questi. Innanzitutto ce n’è uno semplice e fondamentale: finchè una persona è viva, in qualunque momento può pentirsi e cambiare mentalità. Al di là del fatto indiscutibile che la vita è sacra e tutti dovrebbero sempre rispettarla e difenderla, è anche necessario rendersi conto che un delinquente, per quanto sia riprovevole il crimine da lui commesso, in ogni istante può emendarsi fino a diventare santo, che significa giusto, come e più di chiunque altro. Negargli questa possibilità di cambiamento interiore vuol dire sostituirsi al Piano divino, che è imperscrutabile. Agli uomini non è dato sapere cosa può succedere nell’intimo di una persona che ha sbagliato … potrebbe ravvedersi anche nell’attimo in cui esala il suo ultimo respiro. Infatti la coscienza di ognuno è individuale e segreta, e nessuno può arrogarsi il diritto di giudicare definitivamente qualcun altro, neanche attraverso un ipotetico siero della verità.
Tutto ciò che oggi voi potete pensare, dire e fare è contenuto nello spazio di questo momento che è il vostro presente, ma ancora dovete scoprire il secondo successivo, ne quale Dio si dona a voi affinché possiate pienamente viverLo nella vostra libertà di scelta … e quindi anche di cambiamento di vita. Ogni persona, nel tempo, può sempre ricredersi … o contraddirsi. Per esempio potrebbe accadere di ascoltare qualcuno dire: “Io ho fede e credo con tutte le mie forze in Dio” …per poi constatare successivamente che in quella persona, magari a causa di una improvvisa avversità, la fede non è più così salda o addirittura è rapidamente svanita. Allo stesso modo, potrebbe succedere che un “incallito malvivente” disprezzi la rettitudine fino ad un certo punto della vita, per poi repentinamente “cambiare rotta” diventando una persona magari più onesta di tanti “benpensanti”. Così come voi non sapete con esattezza cosa vi succederà fra un secondo … ugualmente non potete sapere cosa può accadere fra un secondo … ugualmente non potete sapere cosa può accadere nel cuore di una persona che ha sbagliato, anche gravemente. Istante dopo istante ognuno può usare la volontà per trasformare in meglio anche le peggiori intenzioni, rivoluzionando la sua vita. Dunque lasciate sempre aperto uno spiraglio nella vostra mente, per accogliere la possibilità del cambiamento interiore da parte di chiunque, nella consapevolezza che anche i peggiori malviventi possono “convertirsi” cambiando mentalità, ovvero scegliendo la Verità e la Vita … anziché la falsità e la morte. Il Signore può illuminare chiunque, soprattutto chi ha compreso i propri errori e si è totalmente pentito.
Noi ramirici ci dissociamo dal crimine della pena di morte, affinché tutti i condannati possano usufruire del tempo di vita concesso da Dio, per avere la possibilità di correggersi, imboccando la strada della Luce; peggio per loro se non vorranno elevarsi, ma non spetta a noi giudicare. Solo Dio conosce la coscienza e la sincerità di ogni persona! Mi dispiace moltissimo per quella moltitudine di “giustizialisti” che, sostenendo la pena di morte, si accollano un gravoso karma sociale … non vorrei proprio essere al loro posto. La triste realtà purtroppo è fatta di tanti che credono nella “vendetta” della pena capitale e scandalosamente tra di essi non mancano molti che si proclamano credenti in Gesù Cristo. Di fronte a ciò, vien da chiedersi cosa significhi per queste persone il concetto cristiano del perdono … o anche quale sia la loro interpretazione delle parole con le quali il Signore Gesù esortava a non uccidere. Il Cristo non ha mai giustificato la vendetta!
Invero quanti si dimostrano così intransigenti nel decretare la colpa altrui, senza lasciare alcuna speranza di redenzione alle vittime del loro inappellabile e cinico giudizio, neanche si rendono conto di quanto sono lontani dall’Amore misericordioso di Dio … e di quanto invece sostengono una forma d’odio e violenza camuffata da giustizia. Così facendo essi instaurano, purtroppo per loro, un profondo legame karmico con le persone uccise dall’ “ingiustizia” della giustizia. Chi anche solo ideologicamente avvalla la pena di morte, contribuisce infatti alle esecuzioni di quanti vengono giustiziati a seguito di leggi “civili” partorite da sistemi giuridici evidentemente alimentati da questa opinione sociale. Pertanto l’esecuzione di un condannato a morte è attuata non soltanto dal boia che materialmente la compie, ma anche da tutti coloro che, in misura più o meno forte e in qualsiasi parte del mondo, sostengono questa animalesca idea collettiva. E come dicevo prima, molti così caricano il proprio karma individuale di tale tremendo fardello, rendendosi corresponsabili di un karma sociale auricamente molto pesante, che sul piano invisibile comporta inevitabilmente degli effetti.
Noi ramirici condanniamo a morte la pena di morte, con l’imputazione di orrendo crimine contro la vita, sacra e inviolabile. Niente e nessuno può giustificare l’uccisione di una persona!
Rigettate allora ogni forma di complicità verso questo abominio e non dimenticatevi mai di tutti coloro che nelle carceri, pur senza venire uccisi, “muoiono dentro” dopo tanti anni di detenzione.
Rendetevi conto che questa è una condizione terribile e ognuno deve fare socialmente il possibile, sensibilizzando l’opinione pubblica ed il governo, affinché i carcerati possano usufruire di condizioni di vita più dignitose; anche queste possono servire psicologicamente a favorire la riflessione utile ad una trasformazione. Così, se da un lato è estremamente importante la funzione delle prigioni quali strutture atte alla detenzione di chi ha violato le leggi civili, onde impedire il dilagare della delinquenza nella società, è altresì importante che le carceri non siano luoghi disumani. Se i detenuti sono costretti a vivere in condizioni “bestiali”, si calpesta il principio del rispetto della dignità di ogni essere umano, e ciò ovviamente non è mai ammissibile … anche perché altrimenti, invece di recuperare socialmente e umanamente una persona, si contribuisce ad abbruttirla dentro sempre di più, facendola diventare maggiormente pericolosa per la società.
Preghiamo molto anche per quei detenuti innocenti che sono stati ingiustamente privati della libertà. Invochiamo oggi la Luce del Signore affinché li conforti in questa durissima prova karmica, allontanando da loro il rancore e lo spirito di rivalsa, in modo che riescano a concentrare ogni energia e risorsa nel tentativo di dimostrare la propria innocenza. Pensate che trauma irrisarcibile subiscono! Sono croci che vi sembrano lontane, finchè non vi toccano … eppure nel silenzio le grida di queste persone dovrebbero atterrire … e incredibilmente nessuno, proprio nessuno, si assume la responsabilità per tanto supplizio. Anche queste situazioni sono veramente sconvolgenti … nel terzo millennio! Si spendono soldi per fare trasmissioni ove ci s’indigna di tutto “per partito preso”, o programmi che trattano i frivoli pettegolezzi delle “cronache rosa” … piuttosto che dedicare delle risorse in più per realizzare servizi televisivi che sensibilizzino sul vasto e drammatico tema degli innocenti in carcere e più in generale, sulle condizioni di vita di tutti i detenuti. Con questo, sia ben chiaro, non intendo affatto dire che gli individui che hanno commesso reati debbano essere trattati come se fossero in albergo … ci mancherebbe!! Ma, in ogni caso, non dimentichiamo neppure ciò che disse Gesù: “Ero … malato e in carcere e non mi avete visitato… in verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me”. Allora cerchiamo di non lasciare nella solitudine il Signore attraverso il “menefreghismo” nei confronti di quelle persone, consapevoli delle proprie colpe, che sono bisognose di aiuto e conforto per essere meglio recuperate nella società. Se anche un uomo soltanto potesse essere condannato, senza permettergli la speranza e la possibilità di rimediare, sappiate che la redenzione sarebbe una menzogna e la vita una mostruosa ingiustizia.

 

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