Scritto da finepenamai.it il 6 Novembre 2008
La scomparsa di questo ragazzo è avvenuta nel marzo 1992, la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti archiviandolo più volte. Solo dopo le dichiarazioni del Greco e del Natali, la Procura ha emesso il provvedimento contro di me e tre altre persone, ma chiunque avendo appreso dai giornali e tv che riportavano la storia potevano sapere del fatto, solo gli autori (se autori ci sono) potevano fornire la reale storia e Greco e Natali non l’hanno per niente fornita ed il mancato ritrovamento del corpo la dice lunga unitamente a tante fandonie da romanzo horror e da dichiarazioni discordanti che verranno riportate in seguito.
Le violazioni e gli abusi procedurali sono stati il fulcro di questo processo; le prove a favore sono state calpestate e altre non accettate, le intercettazioni ambientali in carcere dei capi della SCU fornite dal P.M. non sono state vagliate integralmente.
Sono state presentate in processo dichiarazioni in cui si riferiva che lo scomparso aveva un appuntamento con un mio coimputato, ma non quelle che lo scagionavano.
Così come non sono state prese in considerazione le dichiarazioni di altri pentiti che ci scagionavano, pentiti credibilissimi perché già usati in altri processi, mentre il Greco ed il Natali erano stati già classificati non attendibili in altri procedimenti con l’assoluzione degli imputati e la nullità delle dichiarazioni.
Il Greco in molte udienze si presentava strafatto di eroina perché tossicodipendente (già allontanato dalla SCU per questo motivo), ma nessun giudice si è mai preoccupato di questo.
E’ stato praticato un vero ABUSO di potere giudiziario con un accanimento giustizialista scandaloso, quando si vuole un colpevole per un reato lo si trova con una filosofia machiavelliana “il fine giustifica i mezzi”.
Veniamo condannati all’ergastolo “FINE PENA MAI”, un nuovo macigno sulla mia testa e su quella della mia famiglia.
Faccio notare che i miei coimputati non erano miei amici, li avevo conosciuti in carcere grazie al processo narrato all’inizio del mio racconto e aggiungo ancora che il P.M. userà con scorrettezza processuale l’avviso di garanzia dell’omicidio per influenzare la Corte nel processo dell’associazione.
Verrò ritradotto a Bologna, penserò più volte al suicidio, ma Dio mi darà la forza di reagire e di sopportare la croce, sospenderò la terapia di nascosto, un giorno una guardia durante una perquisizione, mi troverà 50 psicofarmaci, con grande autorità e spavalderia, credendo che volessi suicidarmi, mi dirà: “prenditi le tue responsabilità e fai l’uomo”.
E’ facile fare il gradasso con i problemi degli altri, di questa gente forte, spavalda e ignorante ne ho trovata tanta durante il mio cammino di vita.
Studierò gli effetti collaterali dei farmaci somministrati, la preparazione fisica e le tecniche di allenamento di natural body-building, mi riprenderò nel pieno delle mie forze psicofisiche con stupore di tutti, principalmente dei dottori che presuntuosamente attribuiranno la mia ripresa al loro operato.
Nutrirò anche la mia spiritualità leggendo vari testi di religione mondiale e biografie di grandi uomini spirituali della storia, mi avvicinerò al pensiero di Swami Roberto fondatore del “Movimento di Unione Spirituale Anima Universale”, con il desiderio di crescita evolutiva spirituale e di addentrarmi nella “Conoscenza”.
Ringrazio per questa conoscenza zio Antonio (lo chiamo zio per questione d’educazione), un avvocato conosciuto in carcere, distrutto anch’egli da pentiti calunniatori e magistrati giustizialisti, che diventerà mio amico e grande dispensatore di sani e buoni consigli di vita.
Frequenterò le scuole superiori rispolverando vecchie nozioni ma non conseguirò il diploma. Lavorerò saltuariamente all’interno del carcere con varie mansioni secondo disposizioni della direzione. Coltiverò la mia passione gastronomica-culinaria e studierò preparando la linea difensiva per riappropriarmi della mia vita e della mia sacrosanta libertà.
Il giorno dell’appello sono ritradotto a Lecce, il Presidente che presiederà l’udienza sarà il Giudice che già mi aveva giudicato nell’appello del processo per l’associazione, darò un sospiro di sollievo avendo un Giurista serio e professionale.
Un mio coimputato nominerà uno dei migliori Professori di Diritto Penale, verremo ASSOLTI per non aver commesso il fatto il 19/12/2002, finalmente la Giustizia ha trionfato.
Non potete immaginare quello che abbiamo provato in quel momento.
Sarò nuovamente ritradotto a Bologna per scontare le altre mie pene cumulate dalla Procura Generale di Lecce: 16 anni e 8 mesi, per tutti i reati commessi nella mia vita delinquenziale, pena che sarà rideterminata in 13 anni e 8 mesi in quanto 2 anni 11 mesi e 9 giorni già scontati, la pena sarà nuovamente rideterminata il 15/10/03 in anni 11 e 21 giorni per applicazione del rito abbreviato su ricorso in Cassazione , che il Tribunale di Lecce erroneamente non aveva accettato.
Inizierò ad usufruire della tanto disprezzata legge Gozzini ed avrò i primi permessi premio vista la non pericolosità sociale, per consentire di coltivare interessi affettivi, culturali e di lavoro e reinserirmi nella società.
Questo articolo è stato pubblicato in 6 Novembre 2008 alle 11:26 ed è archiviato in 09) La Corte d'Appello.
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