Fine Pena Mai

per raccontare quello che non è stato ascoltato.

S-”Costituzione”

Scritto da finepenamai.it il 31 Ottobre 2008

I principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana rimangono solo sulla carta.
L’Italia non è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
La sovranità non appartiene al popolo.
La Repubblica non riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo.
Non tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge.
La Repubblica non rimuove gli ostacoli di ordine economico e sociale.
La Repubblica non riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro.
La Repubblica non è una e indivisibile, non riconosce le autonomie locali.
La Repubblica non promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
La Repubblica non riconosce i diritti della famiglia.
La Repubblica non agevola con misure economiche ed altre provvidenze la formazione della famiglia.
La Repubblica non tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.
L’arte e la scienza non sono libere.
La scuola non è aperta a tutti.
La Repubblica non tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Il lavoratore non ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
La donna lavoratrice non ha gli stessi diritti e parità di lavoro degli uomini, le sue condizioni di lavoro non consentono l’adempimento della sua essenziale funzione famigliare e non assicura alla madre ed al bambino una speciale e adeguata protezione.
La Repubblica non tutela il lavoro dei minori.
Ogni cittadino inabile al lavoro è sprovvisto dei mezzi necessari per vivere, non ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
La Repubblica non incoraggia e non tutela il risparmio in tutte le sue forme, non disciplina, non coordina e controlla l’esercizio del credito.
Non tutti i cittadini sono fedeli alla Repubblica e osservano la Costituzione e le leggi.
Non tutti i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche le adempiono con disciplina ed onore.
La legge non determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di deputato e di senatore.
Il Presidente della Repubblica o capo dello Stato non si preoccupa del singolo cittadino come non si preoccupa neanche il Governo della Repubblica.
I pubblici uffici non assicurano il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.
La giustizia non è amministrata in nome del popolo.
Non tutti i processi si svolgono nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale.
Nel processo penale, la legge non assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico. L’acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore non viene rispettato.
Il processo penale non è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova.
DETTO CIO’, IO ORA MI CHIEDO E SPERO ANCHE CHE QUALCUNO PIU’ DOTTO DI ME MI DIA UNA RISPOSTA; SE VENGONO A MANCARE DIVERSI PRINCIPI FONDAMENTALI NELLA COSTITUZIONE ITALIANA, CHE REPUBBLICA DEMOCRATICA E’?

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